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L'Avaro - Moliérè

L’Avaro commedia in due atti di Molière

Regia: Aurelio Ballerini


Scritto nel 1668, “l’Avaro” è la ventiseiesima commedia di Molière, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, commediografo e attore francese del XVII° sec; tradizionale nella struttura e nella vicenda,
questa commedia vive essenzialmente sull’avarizia divenuta proverbiale, ma che si distacca dai tradizionali avari di teatro, morbosamente legati al materiale possesso del danaro e al contatto fisico con l’oro, per una sua più moderna tendenza a mettere a frutto il proprio danaro, a farlo circolare, a rischiare pur di averne un utile. La commedia si muove tra i poli estremi di una interpretazione farsesca e di una lettura aperta alle suggestioni drammatiche di un personaggio che la febbre dell’oro condanna ad una spietata solitudine

A Venezia la dama Checchina, figlia di Paron Toni, deve sposarsi con l'amante Beppo. Tuttavia i parenti invitati non sono tutti di nobile stirpe, ad esempio gran parte di quelli di Beppo sono molto poveri e durante la cerimonia nuziale accade che tutti gli invitati lasciano dopo un duro litigio la scena.

Solo i due coniugi, il padre e il mercante Pantalone rimangono alla festa, senza badarci molto. Ma dopo qualche tempo succede che alcuni pettegolezzi insinuati da Donna Sgualda e Catte, due parenti degli sposi, cominciano a gravare sulla felicità coniugale di Checchina e Beppo: pare che secondo alcuni la ragazza non sia la vera figlia di Paron Toni, ma una semplice poveraccia.

I due cercano di cavarsi dall'impiccio anche facendosi aiutare dal genitore, da Pantalone a da alcuni servi ma i pettegolezzi e le malelingue aumentano fino all'esito finale.

In scena: 

Arpagone

Aurelio Ballerini

Cleante, suo figlio

Andrea Granata

Elisa, sua figlia

Chiara Bellingardi

Valerio,

Intendente  di Arpagone

Alfredo Vassena

Marianna,

Innamorata di Cleante

Ambra Khelfi

Anselmo,

Padre di Valerio e Marianna

Tino Fumagalli

Frosina, faccendiera

Chiara Tavola

Mastro Simone,

Mediatore

Matteo Possenti

Mastro Giacomo,

Cuoco e cocchiere di Arpagone

Pietro Ticozzi

Freccia,

Valletto di Cleante

Nadia Paggi

 

Fiordavena

Stefania Aldè

Commissario

Marco Barozzi

Vallette

Arianna e Paola Riva

Aiutanti di scena

Maria Teresa Crippa

Ottavio Mangola

 

 

Allegati:
Scarica questo file (Locandina l'avaro di Molière  gennaio 2011 -2012.pdf)L'Avaro[locandina]459 kB

I pettegolezzi delle donne

I PETTEGOLEZZI DELLE DONNE  Commedia in tre atti di CARLO GOLDONI

Regia e adattamento di Aurelio Ballerini  

Traduzione dal testo di Nadia Paggi

 

“Se esamino spassionatamente quest'Opera mia, trovomi di essa internamente contento, e fra quelle da me prodotte, che tutte pur troppo sono difettosissime, parmi in questa non essermi allontanato poi tanto dai precetti della vera Commedia e dagli esemplari de' buoni Autori. La semplicità dello stile, siccome è propria delle persone da me introdotte, e adattatissima all'argomento che mi ho prefisso, parmi non avvilisca l'Opera, ma vaglia anzi a renderla più verisimile. Il personaggio protagonista è Checchina, ed è lavorato appunto sull'immagine degli antichi, cioè di una figliuola incognita, il di cui scoprimento forma lazion principale, servendo gli episodi ora a sollecitarlo ed ora a confonderlo; e siccome ciò accade continuamente per ragione di ciarle donnesche, che in lingua nostra diconsi volgarmente Pettegolezzi, così ho creduto bene d'intitolarla, coll'esempio de' primi Autori. La Commedia è breve; però non manca della sua integrità.”

Carlo Goldoni

Sunto della storia ….

A Venezia la dama Checchina, figlia di Paron Toni, deve sposarsi con l'amante Beppo. Tuttavia i parenti invitati non sono tutti di nobile stirpe, ad esempio gran parte di quelli di Beppo sono molto poveri e durante la cerimonia nuziale accade che tutti gli invitati lasciano dopo un duro litigio la scena.

Solo i due coniugi, il padre e il mercante Pantalone rimangono alla festa, senza badarci molto. Ma dopo qualche tempo succede che alcuni pettegolezzi insinuati da Donna Sgualda e Catte, due parenti degli sposi, cominciano a gravare sulla felicità coniugale di Checchina e Beppo: pare che secondo alcuni la ragazza non sia la vera figlia di Paron Toni, ma una semplice poveraccia.

I due cercano di cavarsi dall'impiccio anche facendosi aiutare dal genitore, da Pantalone a da alcuni servi ma i pettegolezzi e le malelingue aumentano fino all'esito finale.

Allegati:
Scarica questo file (cittasulpalcoscenico_lecco2013.pdf)Brochure rassegna 2013[ ]2746 kB

I Rusteghi di Carlo Goldoni

La Compagnia del Teatro San Giovanni Lecco 1810 mette in scena:I RUSTEGHI  Commedia in tre atti di Carlo Goldoni

 

SI REPLICA A PRIMALUNA SABATO 22 FEBBRAIO 2020 ORE 21:00

SETTIMA RASSEGNA TEATRALE "LA PIEEV DE RI'"

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La vicenda si svolge a Venezia ed ha per protagonisti quattro rusteghi: Lunardo, Canciano, Simone e Maurizio. Quando Lunardo decide di combinare il matrimonio della figlia Lucietta con Filippetto, figlio di Maurizio, senza che gli sposi vengano avvisati, le donne decidono di ribellarsi. Margarita, matrigna di Lucietta – aiutata da Felice, moglie di Canciano e Marina, moglie di Simone – all’insaputa dei rusteghi, riesce a far sì che i due giovani possano, prima delle nozze, almeno incontrarsi. I quattro uomini, saputa la cosa, montano su tutte le furie, ma è Felice, nel corso della splendida scena finale, a dimostrare quanto assurdo sia il comportamento dei rusteghi; questi, seppure di malavoglia, riconoscono i loro torti e si rassegnano ad accettare la nuova situazione.

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Cianciano

Cittadino

Alfredo Vassena

Felicita

Moglie di Cianciano

Chiara Tavola

Riccardo

Il conte

Paolo Riva

Lunardo

Mercante

Osvaldo Fumagalli

Margherita

Moglie di Lunardo (in seconde nozze)

Nadia Paggi

Lucietta

Figliuola di Lunardo (del primo letto)

Beatrice Politi

Simone

Mercante

Attilio Bezzan

Marina

Moglie di Simone

Stefania Aldè

Maurizio

Cognato di Marina

Federico Barenghi

Filippetto

Figliuolo di Maurizio

Lorenzo Lanfranconi

Aiutanti di scena

Maria Teresa Crippa

rammentatrice

Simone Colombo

luci, musica e suoni

Fotoclub Libero Pensiero - Rancio

Immagini di scena e proiezioni

Laboratorio Costumi Parrocchia S.Giovanni Evangelista - Lecco

Costumi di scena

Regia di Aurelio Ballerini

foto di scena Rassegna Una città sul palcoscenico - Teatro Cenacolo Francescano Lecco

 

PRIMA RAPPRESENTAZIONE SABATO 16 MARZO 2019  - TEATRO CENACOLO FRANCESCANO NELL'AMBITO DELLA RASSEGNA "Una Città sul palcoscenico" 

Allegati:
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I Quadri Manzoniani

L’idea, sviluppata dal regista Aurelio Ballerini della Compagnia del Teatro San Giovanni Lecco fondata nel 1810,  trova spunto dalla messa in scena da parte della Compagnia Teatrale Marionettistica Carlo Colla di Milano su un proprio testo, di quadri manzoniani animati da Marionette  e ispirate all’ opera “I promessi sposi”, un'opera in quattro atti di Errico Petrella su libretto di Antonio Ghislanzoni, la cui prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Sociale di Lecco il 2 ottobre o il 1º ottobre 1869.

L'opera, la cui trama segue abbastanza fedelmente quella del romanzo di Manzoni, pur con le semplificazioni richieste per un adattamento operistico, ebbe un certo successo in Italia per alcuni anni, poi venne dimenticata. Petrella, anche se non sembra essere in grado di cogliere in pieno l'umanità dei personaggi manzoniani, in questo lavoro mette in mostra «maggiore inventiva e un'orchestrazione più delicata» rispetto ai lavori precedenti.

La “rivisitazione” di Ballerini ripropone 26 quadri, ispirati all’opera dei Colla, su testo dallo stesso liberamente adattato, e rappresentati da attori in costume d’epoca, intermezzata dalle letture del brano del romanzo cui si fa riferimento nelle scena rappresentate; nelle rappresentazioni nei teatri fanno da sfondo per l’ambientazione delle belle e suggestive diapositive curate dal Fotoclub “Libero Pensiero” di Rancio.

Si tratta di riproporre la bella e riuscita esperienza, in occasione della 26ma Festa Nazionale del teatro Amatoriale FITA Federazione Italiana teatro Amatori, allora in collaborazione con la FITA Regionale, Provinciale e con le Compagnia di teatro amatoriale del territorio associate al sodalizio.

I Quadri Manzoniani si prestano nella veste completa ad essere rappresentati sia in teatro che come singole o serie di scene anche all'aperto.

La “rivisitazione” di Ballerini ripropone infatti da anni, in collaborazione con il Sistema Museale Lecchese, l'Assessorato alla Cultura di Lecco, la direzione di Villa Manzoni, i Quadri più significativi, nella meravigliosa cornice di Villa Manzoni, rappresentati da attori in costume d’epoca. Il pubblico avrà così la piacevole sensazione di trovarsi “dentro la scena”  facendone da cornice. 

Gli attori provengono da alcune Compagnie amatoriali del Lecchese